“Fate scorta di cibo e acqua”. Il Governo tedesco sa qualcosa che noi non sappiamo?

Approvato un piano di protezione civile contro i “rischi del XXI secolo”: non solo terrorismo ma anche attacchi chimici, batteriologici e alle infrastrutture

Lo diceva anche la nonna, di tenere sempre in casa un po’ di scorta di cibo: perchè non si sa mai. Ma la prospettiva cambia se è il Governo tedesco che si accinge ad ordinare di tenere in casa cibo, acqua potabile, medicine e tutto ciò che è necessario per cavarsela per dieci giorni – dieci! – in caso di crisi gravi e di catastrofi. Sanno qualcosa che noi non sappiamo? Il buonsenso della nonna non contemplava dieci lunghi giorni con i negozi chiusi e i rubinetti a secco.

Mercoledì 24 il Governo tedesco ha approvato un piano di protezione civile di 96 pagine che non è stato reso pubblico. I contenuti, almeno a grandi linee, sono noti grazie a quanto è filtrato attraverso gli organi di informazione. Si tratta di fronteggiare i rischi del XXI secolo, come il terrorismo: ma il Governo dice che il piano non è legato agli attacchi delle ultime settimane e che anzi è in gestazione dal 2012. Altri rischi del XXI secolo che vengono trattati sono attacchi cibernetici, missilistici e alle infrastrutture, ma anche attacchi biologici e chimici, nonchè nubi radioattive. Si parla inoltre di sirene per segnalare l’allarme alla popolazione (funzionano anche quando i sistemi di comunicazione sono ko), di una sede d’emergenza per il Governo, di depositi sicuri per i beni culturali e di reintrodurre la leva obbligatoria con fini legati alla protezione civile.

Oltre che di cibo, acqua e medicine, il piano richiede che la gente abbia sempre scorte di energia e di denaro. La casa trasformata in un bunker, insomma, o nella tana di un criceto: far conto solo su se stessi e su quanto si possiede, dato che in caso di emergenza grave i soccorsi governativi arriveranno (arriveranno?) anche dopo molto tempo.

Per certi versi, il piano di protezione civile tedesco costituisce effettivamente un aggiornamento al XXI secolo del buonsenso della nonna: tutte le nostre necessità – anche bere un bicchiere d’acqua – dipendono ora da infrastrutture sempre più complesse, e dunque sempre più vulnerabili: in caso di guasti gravi e perduranti, non esistono acquedotti di riserva, linee elettriche di riserva, linee telefoniche di riserva eccetera pronte ad entrare in funzione. Però…

Però a Bruxelles, in occasione degli attentati di marzo e dell’allarme terrorismo del novembre 2015, abbiamo imparato ad incricetare in dispensa una piccola scorta di cibo, dato che lo strumento principale scelto dalle autorità per garantire la sicurezza collettiva fu quello di chiudere tutto, negozi compresi. Era difficile fare la spesa: una cosa mai vista, in Europa, dalla fine della Seconda guerra mondiale. Forse è questo che il Governo tedesco sa e che noi non sappiamo: che cioè in caso di emergenza la gente sarà obbligata a chiudersi in casa, per non correre rischi e per non intralciare la polizia.

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