I pesticidi danneggiano il quoziente intellettivo dei bambini. Danni pari all’1% del PIL UE

Uno studio del Parlamento Europeo valuta il cibo biologico e convenzionale: i pesticidi danneggiano per sempre il cervello dei bambini e causano deficit di attenzione.

I pesticidi friggono il cervello dei bambini. Più un bambino piccolo è esposto ai pesticidi – e più vi è esposta la madre durante la gravidanza – più egli, in età scolare, rischia problemi come deficit di attenzione e abbassamento del QI (quoziente di intelligenza). Si calcola che, in tutta l’UE, a causa dell’esposizione agli organofosfati ogni anno vada perso un numero di punti QI pari a 13 milioni. Gli organofosfati sono i composti-base di molti pesticidi ed erbicidi ammessi nell’agricoltura convenzionale ma non in quella biologica. Tradotta in termini monetari, la sola perdita di punti QI legata agli organofosfati ha un costo economico valutabile in circa 125 miliardi di euro all’anno: all’incirca l’1% del PIL dell’UE.

Lo dice uno studio dello STOA del Parlamento Europeo dedicato alle differenze fra l’alimentazione biologica e quella convenzionale. E’ disponibile sia on line sia in fondo a questo post. Dal punto di vista nutrizionale, i vantaggi del cibo biologico sono modesti. Ma il nocciolo della questione è ben altro: consiste nei danni allo sviluppo neurologico causati dai residui di pesticidi  presenti nel cibo convenzionale (da pag. 30 a 32 dello studio – da 32 a 34 del pdf).

Alimenti biologici a parte, la metà dei vegetali che mangiamo contiene residui di pesticidi. Genitori e insegnanti si lamentano che i ragazzi non sanno più l’italiano; i quaderni di scuola mostrano un gap incolmabile rispetto a un tempo neanche lontano; aumentano i casi di ADHD, la sindrome da deficit di attenzione e iperattività che costituisce l’incubo dei genitori di tutto il mondo. Forse fra qualche decennio gli  scienziati saranno in grado di dirci se é corretto unire i puntini ed attribuire questi disastri, in tutto o in parte, agli onnipresenti pesticidi.

Lo STOA del Parlamento Europeo (Science and Technology Options Assessment) si é interessato a fine 2016  delle differenze fra alimentazione biologica e alimentazione convenzionale. Lo STOA costituisce una sorta di  ponte fra la politica e la comunità scientifica per portare nella politica il lievito della scienza; Tiziana Beghin ed io ne facciamo parte per il M5S Europa. Lo studio dello STOA consiste fondamentalmente in una panoramica della letteratura scientifica disponibile sull’argomento. Uno dei capitoli é dedicato all’impatto dei residui dei pesticidi sullo sviluppo neurologico.

La pubblicazione dello studio è stata preceduta da una conferenza. Il video qui sotto mostra la parte fondamentale dell’intervento sui pesticidi allo STOA di Philippe Grandjean, professore aggiunto di salute ambientale all’Harvard School of Public Health.

Per chi fosse interessato, la registrazione integrale dell’incontro é disponibile on line sia sul sito del Parlamento Europeo che su youtube.

Secondo lo studio dello STOA, gli esami del sangue e delle urine indicano che gli europei sono esposti agli organofosfati come gli statunitensi, e anche più di loro. Negli USA é stata dimostrata l’associazione fra l’esposizione delle donne incinte agli organofosfati e i problemi di sviluppo mentale dei figli all’età di due anni, la minore capacità di attenzione a 5 anni, il quoziente di intelligenza più basso a 7 anni, lo sviluppo cognitivo alterato a 12 e 24 mesi e  fra i 6 e i 9 anni.

Altri studi statunitensi, sempre relativi alla presenza di organofosfati ma stavolta nel sangue del cordone ombelicale: sviluppo mentale e motorio ritardato a tre anni, addirittura cambiamenti nella struttura del cervello in età scolare. Più ci sono organofosfati in corpo, più é alto il rischio che un bambino di 5 anni sviluppi l’ADHD; analoghi rischi anche a 8-15 anni.

Ancora negli USA, fra i bambini nelle cui urine si ritrovano piretroidi (un altro tipo di pesticidi ammessi nell’agricoltura convenzionale ma non in quella biologica) l’ADHD é doppia rispetto ai bambini nelle cui urine i piretroidi sono al di sotto del limite di rilevabilità.

Non esistono studi analoghi relativi ai cittadini europei. Tuttavia il livello di esposizione ai pesticidi dei cittadini europei è noto. E’ quindi possibile proiettare sulla popolazione UE i risultati degli studi USA e stimare i danni causati da questa situazione.

Come ha sottolineato Philippe Grandjean durante l’incontro allo STOA, i pesticidi usati nell’agricoltura biologica sono pochi e non hanno un impatto neurotossico. I pesticidi impiegati in agricoltura convenzionale invece hanno un impatto neurotossico ed il feto é molto più sensibile della madre ai pesticidi: ma di regola l’UE, nella valutazione dei pesticidi, non tiene conto della neurotossicità per lo sviluppo.

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