Prima legge UE a 5 stelle. Etichette energetiche 2.0: database, QR code e simbolo “smart”

Terminato il trilogo con il Consiglio UE. Le etichette dell’efficienza energetica, prima legge UE a 5 stelle, diventano un ponte verso un universo digitale che offre molte informazioni in più

Dopo vent’anni di onorato servizio, le etichette che indicano l’efficienza energetica di prodotti come frigo e lavatrici, passano alla versione 2.0 e aggiungono alla loro funzione tradizionale quella di essere una sorta di ponte verso un universo digitale che contiene informazioni impossibili da stipare in un pezzetto di carta.

L’accordo informale sul nuovo regolamento é stato raggiunto durante la notte di oggi 21 marzo, al termine di un lungo e duro “trilogo” con il Consiglio UE, l’altro co-legislatore europeo. Noi abbiamo guidato il trilogo in veste di relatore per il Parlamento Europeo. Le negoziazioni con il Consiglio UE sono iniziate a luglio 2016 subito dopo l’approvazione in assemblea plenaria della nostra relazione sulle etichette. La sezione di questo sito internet dedicata alle etichette sarà aggiornata non appena i documenti ufficiali saranno disponibili.

L’intesa informale con il Consiglio UE prevede la creazione di un database relativo ai prodotti coperti da etichettatura con una gran quantità di dati ricercabili ed aperti (Open Data). Le etichette potranno contenere un QR code, un link o simili per permettere l’immediato accesso al database anche da dispositivi mobili.

Diventerà così possibile nell’UE lo sviluppo di applicazioni per smartphone analoghe a quelle già in uso ad esempio in Australia, che consentono agli acquirenti di fare confronti immediati fra i diversi modelli e di scegliere quello che offre il maggiore risparmio rispetto alle abitudini personali di impiego.

I fabbricanti avranno inoltre la facoltà di inserire sulle etichette relative all’efficienza energetica il simbolino che indica la capacità dell’apparecchiatura di essere “smart”, cioè di essere programmata (su consenso dell’utente) per mettersi in funzione quando l’energia elettrica costa meno o è disponibile in maggiore quantità.

E’ la nuova frontiera dell’efficienza energetica: non solo consumare poca energia, ma fare anche in modo di consumarla nel momento in cui ne viene prodotta di più, per contribuire al bilanciamento della rete elettrica nella quale viene immessa una crescente quantità di energia proveniente da fonti rinnovabili, per loro natura discontinue.

L’etichetta di carta rappresenterà l’efficienza energetica tramite una scala univoca rappresentata dalle lettere dalla A alla G e dai colori dal verde al rosso. Attualmente esistono fino a 9 scale diverse: per alcuni prodotti il range va da A+++ a D, in altri da A a G, in altri ancora da A++ a E… Fra un’apparecchiatura di classe A ed un’apparecchiatura di classe A+++ vi può essere la stessa differenza che passa fra un’apparecchiatura di classe D e un’apparecchiatura di classe A: una giungla in cui è facile smarrirsi e fare acquisti errati.

Le nuove etichette  saranno applicate innanzitutto ai prodotti che ora hanno il maggiore affollamento di “+”, come frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, televisori, lampadine. Entro il 2019 dovrebbero cominciare ad arrivare nei negozi. A seguire toccherà man mano agli altri prodotti.

L’accordo informale ora dovrà essere confermato dai 28 Stati UE e successivamente dall’assemblea plenaria del Parlamento Europeo. Il nuovo regolamento sulle etichette relative all’efficienza delle apparecchiature che consumano energia entrerà direttamente in vigore in tutti gli Stati UE, senza bisogno di essere trasposto nelle legislazioni nazionali: il Parlamento Europeo avrà il controllo delle fasi di attuazione (atti delegati).

Le etichette relative all’efficienza energetica e l’ecodesign, ossia all’introduzione progressiva di criteri più stringenti di produzione, consentono un risparmio energetico stimato dalla Commissione europea in 175 Mtep all’anno (si tratta di 175 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio) entro il 2020: all’incirca la quantità di energia consumata in un anno dall’Italia.

 

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