Geotermia flash all’Amiata. Domande come acqua sulle piume di un’oca

La Commissione Europea non risponde a due nostri quesiti sull’energia sporca che riceve gli incentivi per le energie pulite. Così abbiamo ripresentato l’interrogazione

Geotermia flash all’Amiata, la Commissione Europea ha risposto venerdì ad uno solo dei tre quesiti che avevamo posto in marzo sull’energia sporca che in Italia riceve gli incentivi riservati dalla UE alle energie pulite. Le altre nostre due domande, le più sostanziali, sono state per la Commissione come acque sulle piume di un’oca.

Abbiamo già inviato una nuova interrogazione (cofirmata dalla collega Laura Agea) per avere le due risposte che la Commissione ha evitato di dare. I documenti sono in fondo a questo post. Nell’ordine sono pubblicate: l’interrogazione di marzo, la risposta incompleta, la nuova interrogazione.

Rispondere alle interrogazioni degli europarlamentari fa parte dei compiti della Commissione Europea. Se qualcuno si autoriduce i compiti a scuola, prende 4 e finisce dietro la lavagna. Se lo fa sul lavoro, ha ottime possibilità di essere licenziato. Noi possiamo reagire solo insistendo con le medesime domande: non molliamo, perché la situazione sull’Amiata é unica in Europa e soprattutto perché lì la gente muore.

Riassunto della situazione. Le cinque centrali geotermiche di tipo flash dell’Amiata, in Toscana, producono energia elettrica grazie a fluidi ultrabollenti estratti dal sottosuolo. Questi fluidi contengono numerose sostanze chimiche in quantità anche ingenti, che vengono a contatto con l’atmosfera e vi si disperdono. Si tratta di mercurio, ammoniaca, idrogeno solforato eccetera. Alcune di esse vengono abbattute (ma non eliminate) dai filtri. Dato che in zona non esistono soffioni, fumarole e simili, senza l’intervento umano tutte queste sostanze rimarrebbero confinate nel sottosuolo.

Le emissioni della geotermia flash all’Amiata comprendono anche anche anidride carbonica in quantità addirittura superiore rispetto alle centrali elettriche di pari potenza alimentate con un combustibile fossile come il gas. L’anidride carbonica causa l’effetto serra. Eppure la geotermia flash all’Amiata riceve dall’Italia gli incentivi riservati alle energie pulite che discendono dalla direttiva UE sulle rinnovabili, varata proprio per contenere le emissioni che causano l’effetto serra.

Così in marzo abbiamo posto tre domande alla Commissione Europea:

  • é vero che l’anidride carbonica proveniente dalla geotermia flash all’Amiata viene lasciata fuori dal calcolo delle emissioni ad effetto serra che UE e Stati membri sono tenuti a redigere?
  • é vero che l’Italia inserisce l’energia elettrica prodotta dalla geotermia flash all’Amiata nella stima della riduzione delle emissioni di anidride carbonica conseguita attraverso le energie rinnovabili, é vero che l’Italia considera l’elettricità dell’Amiata come una fonte di risparmio di anidride carbonica mentre invece costituisce una fonte di cospicue emissioni?
  • se é vero, la Commissione Europea intende intervenire per eliminare il paradosso?

Come dicevamo, é arrivata solo la risposta alla prima domanda, che era semplicemente – per così dire – di tipo tecnico e burocratico: la Commissione Europea spiega in sostanza che i criteri stabiliti a livello internazionale per calcolare le emissioni di anidride carbonica non prevedono la voce “emissioni provenienti dalla geotermia”. Manca qualsiasi cenno di risposta alle altre due domande sostanziali. Notare che la Commissione Europea cita la “combustione geotermica”, mentre é notorio che in una centrale geotermica non si brucia un bel nulla: il calore deriva dai fluidi estratti dal sottosuolo

Qui sotto i documenti ufficiali. Nell’ordine, l’interrogazione presentata in marzo con le colleghe Agea ed Evi; la risposta insoddisfacente della Commissione Europea arrivataci venerdì, dopo quasi due mesi di attesa; la nuova interrogazione che pone per la seconda volta le domande alle quali la Commissione Europea non ha risposto.

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