Bilancio degli ultimi 12 mesi al Parlamento Europeo

La parte emersa dell’iceberg – le vittorie in materia di prosumer, efficienza energetica, energie pulite – derivano da centinaia di emendamenti presentati su 24 dossier che abbiamo seguito come relatore o relatore ombra. Inoltre abbiamo creato il sito internet dedicato ai fondi UE per la scuola, sbloccato il piano di azione per l’energia sostenibile per Roma e…

Il calendario inganna. L’anno – quello lavorativo, almeno – non finisce il 31 dicembre ma ai primi di agosto: è il momento in cui ogni cosa va in pausa per le vacanze estive in attesa di cominciare un nuovo ciclo di attività. Qui al Parlamento Europeo, lo stop al carosello delle cose da fare coincide con la possibilità di fermarci per guardare indietro e tracciare un bilancio della situazione. Un bilancio che costituisce la base dalla quale partirà, a fine mese, il nuovo anno di attività parlamentari.

Il bilancio del nostro anno di lavoro è come un iceberg. Le vittorie costituiscono la punta di questo iceberg, la sua piccola parte emersa: le nuove etichette energetiche (approvate in plenaria e per le quali sono relatore) e i risultati ottenuti su efficienza energeticadiritti degli autoproduttori-consumatori di energie  rinnovabili, no a finanziamenti UE al nucleare. La parte sommersa dell’iceberg, molto più grande, è quella che ci ha consentito di conseguire questi risultati: negli ultimi 12 mesi  abbiamo prodotto 720 emendamenti per inserire il punto di vista nostro e del M5S nei 24 dossier che abbiamo seguito in qualità di relatore o relatore ombra all’interno della commissione parlamentare ITRE (industria, energia, ricerca), per la quale sono anche coordinatore.

In cima all’iceberg legato all’energia ci sono anche risultati che non sono direttamente legati al lavoro in commissione ITRE, come le  lettere ufficiali attraverso le quali abbiamo ottenuto risposte ed impegni dall’UE sull’architettura ammazza-rinnovabili della bolletta elettrica italiana e sui soldi europei spesi per mantenere in funzione le pericolose centrali nucleari ucraine. Fa parte della punta di questo iceberg anche l’interrogazione con la quale abbiamo sbloccato il piano di azione dell’energia sostenibile per trasformare Roma in una città post-petrolio: un piano che era rimasto fermo a prender polvere per anni e annorum nei cassetti UE.

Tuttavia il nostro lavoro non si esaurisce con i temi legati all’energia: bisogna dare una rapida occhiata a tutto il resto prima di esaminare l’iceberg. Durante gli ultimi 12 mesi ci siamo occupati fra l’altro di glifosato, abbiamo messo on line presidiamo.eu per rendere più semplice l’accesso ai fondi UE per la scuola ed abbiamo costantemente aggiornato wiki TTIP, la sezione del nostri sito internet con riassunti e link dei documenti ufficiali e leak relativi al trattato commerciale in corso di negoziazione fra USA ed UE che costituisce il più grande segreto europeo ed una riforma istituzionale nascosta. Stiamo inoltre pubblicando le traduzioni in italiano dei principali leak relativi al contenuto del TTIP.

A proposito di traduzioni: abbiamo effettuato e messo gratuitamente a disposizione su internet la traduzione in italiano dello studio del Parlamento Europeo “Open innovation nel settore industriale, inclusa la stampa 3D” e sono in corso altre due traduzioni: il manuale (qui l’originale in inglese) per avviare un’impresa di transizione e lo studio dello STOA  (qui l’originale in inglese) dedicato all’economia collaborativa.

La stampa 3D torna in vari altri aspetti del nostro bilancio annuale. A Bruxelles abbiamo organizzato ed ospitato la conferenza europea su stampa 3D e manifattura additiva; a Roma, la conferenza sulle politiche europee di indirizzo sulla manifattura digitale e sulla stampa 3D ed un ciclo di sei incontri su open innovation e stampa 3D nella UE. E ancora abbiamo disegnato in CAD e stampato in 3D (meglio: autoprodotto con stampa 3D) il lombricompostore che abbiamo donato al commissario europeo all’Ambiente, Karmenu Vella, in occasione del convegno sull’economia circolare che abbiamo organizzato a Bruxelles. Il suo nome è Lombricolàge e in autunno stiamo organizzando una sorpresa. Per averne notizia potete iscrivervi al sito dedicato che abbiamo creato www.lombricolage.eu.

Il nostro ufficio – a quanto ci risulta – è il primo nella storia del Parlamento Europeo in grado di chiudere al suo interno un circolo economico tanto piccolo quanto simbolico: i rifiuti, per la precisione i fondi di caffè, da noi diventano una risorsa, il compost, grazie ai lombrichi alloggiati nel Lombricolàge, simile a quello che abbiamo regalato a Vella. Usiamo il compost per concimare pomodori in vaso, che stanno in ufficio anche loro: a Roma, grazie al lombricompostaggio domestico, coltivavamo nei vasi un intero orto urbano. Impossibile farlo a Bruxelles: non ci sono né terrazzo né sole romano.

Bruxelles è l’epicentro della nostra attività parlamentare. Ma non per questo dimentichiamo Roma, dove – oltre a quelli dedicati alla stampa 3D – abbiamo organizzato vari eventi:  tre incontri per giornalisti, lettori ed attivisti sulle politiche UE relative a scienza, ambiente, clima; altri tre incontri dedicati al contributo che la permacultura può offrire agli obiettivi UE relativi a clima, sicurezza energetica, efficienza energetica; la conferenza sul biochar, un vecchio e nuovissimo alleato nella lotta contro i cambiamenti climatici; la presentazione di “Anschluss”, libro di Vladimiro Giacchè; tre moduli di informazione sui fondi europei.

Guarda a Roma e ai problemi italiani la maggior parte delle interrogazioni che abbiamo presentato alla Commissione Europea: grazie ad esse, abbiamo appreso che l’UE vuole dall’Italia “spiegazioni” (come si dice in gergo diplomatico) su chi – e con quali mezzi – proteggerà l’ambiente dopo la rottamazione del Corpo Forestale ed abbiamo innescato indagini sulla gestione  – secondo noi poco accorta – dei fondi UE in Garfagnana ed in Lunigiana. Per la cronaca, ottenere un risultato attraverso le interrogazioni è difficilissimo: ad esempio, ci sono venute in mente le supercàzzole di Ugo Tognazzi mentre leggevamo la risposta alle nostre domande sulla normativa nazionale che – in pratica – impedisce agli italiani di effettuare il retrofit elettrico di una vettura in un altro Stato UE, dove magari si spende meno: alla faccia della libera circolazione delle merci nel mercato unico interno. Sul retrofit siamo tornati alla carica con una nuova interrogazione ed attendiamo da un paio di mesi la risposta.

E’ il momento di tornare all’iceberg che costituisce il grosso del nostro bilancio: la gran mole di lavoro nella commissione parlamentare ITRE, le centinaia di emendamenti distribuiti nei 24 dossier che abbiamo seguito durante gli ultimi 12 mesi, io come relatore o relatore ombra. Di questi dossier, alcuni hanno già ottenuto l’approvazione da parte dell’assemblea plenaria; su altri abbiamo completato (o stiamo completando) la semina e col tempo verrà il raccolto.

Va precisato che per le nuove etichette energetiche, delle quali siamo relatore,  l’avvenuta approvazione in plenaria non coincide con il momento dei frutti perché l’iter legislativo prevede ancora la negoziazione con il Consiglio dell’Unione Europea. Con il voto in plenaria hanno invece assunto l’assetto definitivo gli altri dossier (legislativi e di indirizzo) per i quali siamo relatori ombra  e che ci hanno consentito di ottenere le vittorie a proposito di riconoscimento dei diritti dei prosumer e di negawatt, filocarri ed efficienza energetica: si tratta delle relazioni sul “new deal” per i consumatori di energia (nostri emendamenti:  uno in plenaria e 39 in commissione, questi ultimi distribuiti on line in due  distinti documenti); sui progressi compiuti nel campo delle energie rinnovabili (i nostri emendamenti: due in plenaria e 60 in commissione); sull’attuazione della direttiva per l’efficienza energetica (in commissione 45 nostri emendamenti).

Un’altra vittoria colta in assemblea plenaria come relatore ombra riguarda il nostro no ai finanziamenti UE all’energia nucleare. E’ stato approvato nell’ambito della Relazione sui progressi verso un’unione europea dell’energia (41 nostri emendamenti in commissione, suddivisi in line in primo e secondo documento, e 4 in plenaria).

Recano l’impronta, sebbene indiretta, del nostro lavoro anche due documenti approvati dall’assemblea plenaria del Parlamento Europeo il cui esame preliminare è stato effettuato principalmente dalla commissione ENVI (ambiente) ma ai quali la commissione ITRE ha contribuito attraverso un parere di cui siamo stati relatori ombra. Si tratta delle raccomandazioni del Parlamento Europeo in vista della conferenza sul clima di Parigi che si è svolta nel dicembre scorso (abbiamo presentato emendamenti in vista del parere di ITRE) e della riduzione di sostanze inquinanti nell’atmosfera: in ITRE siamo riusciti ad immettere una boccata d’aria buona nel procedimento legislativo attraverso i nostri 30 emendamenti, distribuiti on line fra primo e secondo documento.

Nel bilancio va inserita anche una sconfitta: sempre come relatore ombra, abbiamo perso in plenaria la battaglia per preservare la neutralità di internet all’interno del regolamento UE su internet e roaming. Dal punto di vista formale, a questo proposito il Parlamento ha approvato in plenaria una raccomandazione in seconda lettura. Dal punto di vista sostanziale, centrosinistra e centrodestra si sono uniti in un patto di ferro per permettere di dare la precedenza su internet ai servizi a pagamento e per consentire varie eccezioni alla fine del roaming.

Fin qui i dossier ai quali abbiamo lavorato e che sono già arrivati in plenaria. Molti altri si trovano in uno stadio di gestazione più o meno avanzato in commissione parlamentare. Siamo relatore ombra in commissione ITRE per le relazioni su strategia UE in materia di gas liquefatto e stoccaggio del gas (abbiamo presentato 46 emendamenti); strategia UE in materia di riscaldamento e raffrescamento (32 nostri emendamenti suddivisi on line fra primo e secondo documento); programma di ricerca carbone ed acciaio; misure per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento di gas (77 nostri emendamenti: primo, secondo e terzo documento); statistiche europee in tema di gas naturale ed energia elettrica (18 nostri emendamenti); nuovo assetto del mercato dell’energia elettrica (58 nostri emendamenti, primo e secondo documento); responsabilità, risarcimento e garanzie finanziarie per le operazioni in mare relative agli idrocarburi (10 nostri emendamenti).

Sempre come relatore ombra, mi stiamo occupando di varie opinioni che la commissione ITRE deve inviare alla commissione ENVI, competente per argomento. Esse riguardano il modo più efficace, rispetto a costi e investimenti, per ridurre le emissioni di anidride carbonica (abbiamo contribuito attraverso 37 emendamenti ripartiti on line fra primo e secondo documento) cui si aggiunge l’intero pacchetto sull’economia circolare. A questo proposito, ITRE deve fornire alla commissione ENVI i suoi punti di vista relativi a cambiamenti da introdurre nelle direttive che ora regolano le  discariche (abbiamo presentato 10 emendamenti), lo smaltimento di batterie, auto, apparecchiature elettriche ed elettroniche (altri 10 nostri emendamenti), gli imballaggi ed i rifiuti da imballaggi (30 nostri emendamenti), i rifiuti (63 emendamenti ripartiti nella documentazione online fra primo e secondo documento).

Sappiamo già che a settembre dovrò lavorare come relatore ombra al parere che la commissione ITRE è chiamata ad inviare alla commissione IURI (affari legali) sulle norme di diritto civile per la robotica. Ma a settembre, soprattutto, sono attese varie proposte legislative della Commissione Europea su temi legati all’energia, nelle quali cercheremo di trasfondere le vittorie e le maggioranze già formatesi in plenaria su rinnovabili, diritti dei prosumer di energia rinnovabile ed efficienza energetica. Ne riparleremo fra 12 mesi, quando – a dispetto di tutte le convezioni legate al 31 dicembre e al calendario –  sarà il momento di tracciare il bilancio di un altro anno di lavoro.

“Loro non si arrenderanno mai, noi nemmeno”



QUI IL RESOCONTO DETTAGLIATO DELLE ATTIVITA’ DEL II ANNO DELLA LEGISLATURA

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